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La Pubblica Assistenza di Monterenzio

 


 

Chi viene ad abitare a Monterenzio, ha modo di notare la presenza di un'associazione di volontari, molto attiva e dinamica; la Pubblica Assistenza di Monterenzio.
Ma quanti conoscono la storia di questo gruppo di volontari, costituitosi venticinque anni fa? Quanti sanno com'è nata quest'associazione e come si è evoluta fino ad assumere le caratteristiche che ha oggi?

 

Questa pagina ha lo scopo di fare conoscere meglio questa bella realtà che, da tanti anni, è fortemente attiva sul nostro territorio.

 

Per soddisfare la mia curiosità, e quella di quanti altri ancora non conoscono la storia della Pubblica di Monterenzio, ho deciso di rivolgere alcune domande al Sig. Renato Pagani che, in essa, riveste un doppio ruolo: quello di volontario e di presidente.

 

1) Sig. Pagani, perché è nata la Pubblica Assistenza e quale era la situazione prima della sua nascita?

La Pubblica nasce dall'esigenza di dover trasportare all'ospedale la gente di Monterenzio che ne aveva bisogno. Noi eravamo abituati ad aspettare l'ambulanza almeno un'ora o un'ora e mezza, tempi assurdi. Fra l'altro, c'era quella bruttissima abitudine che chiunque arrivava sul luogo di un incidente caricava il malcapitato in macchina e lo portava in ospedale. Ho un ricordo di quel periodo. Proprio qui alla Rocca, un ragazzo ebbe un banale incidente. Fu soccorso e caricato su una Diane per essere portato all'ospedale. Purtroppo quel giovane, allora diciottenne, aveva subito un brutto trauma alla spina dorsale e, a tutt'oggi, vive su una sedia a rotelle.
Insomma, capitavano queste cose. Tutto era basato sulla buona volontà della gente; però era poco.

All'epoca della nascita della Pubblica, parlo dell'83, il Sindaco in carica era Spadoni e l'assessore alla sanità era Leoni. Era nato da poco tempo il "5050" e di Pubbliche ce n'erano pochissime.
Leoni, che era infermiere, propose di provare anche a Monterenzio l'esperienza portata avanti da alcune nuove realtà di pronto soccorso, che funzionavano bene.
Al tempo di cui stiamo parlando io ero consigliere di minoranza e, come tale, affiancai Leoni nell'opera di costituzione di quella che sarebbe diventata la Pubblica Assistenza di Monterenzio.

All'inizio è stata dura, perché la gente ci vedeva un poco come dei garibaldini. Per un po' é stato molto difficile, per poco tempo però, poi le cose sono cambiate e i nostri concittadini hanno cominciato a considerarci in modo diverso. Sicuramente eravamo un gruppo un po' impreparato. Per far fronte a questo problema, andammo per qualche tempo a Bologna a fare un poco di esperienza, poi cominciammo l'attività.

2) Quanti erano i primi volontari? Con quali mezzi cominciarono ad operare e dove fu la sede operativa iniziale?

Allora eravamo cinque o sei persone e cominciammo ad operare come associazione distaccata della sede di Bologna, che ci forniva un'ambulanza con la quale facevamo i nostri interventi. La prima ambulanza che utilizzammo fu un fiat 238, me la ricordo ancora.

Nell'84, in primavera, facemmo un primo corso di formazione alla cittadinanza, che ebbe un riscontro notevole. Ricordo che i partecipanti furono una cinquantina. Naturalmente, il primo corso che facemmo era molto semplice, nulla a che vedere con i corsi che facciamo adesso. Tutta la nostra attività ruotava attorno a Leoni, coadiuvato da un paio di autisti e da alcuni altri volontari.

La nostra prima sede fu all'interno del comune e da li cominciammo a rispondere alle telefonate. Devo dire che, qualche volta, ci chiamarono anche per farci degli scherzi. Ricordo che, un paio di volte, dal bar davanti al comune, ci telefonarono per vederci partire di gran carriera.

3) Dopo gli esordi, come avete proseguito la vostra opera di volontariato? Com'è cambiata nel tempo la Pubblica? Ci sono momenti importanti che meritano di essere particolarmente ricordati?

Molte cose sono cambiate da quando abbiamo cominciato. All'inizio facevamo qualche ora, quando avevamo un po' di tempo; un po' alla sera, un po' alla domenica. In seguito abbiamo aumentato le ore in cui eravamo presenti. Oltre alla sera, abbiamo cominciato ad essere disponibili anche qualche ora di pomeriggio. Proseguendo nella nostra crescita, dopo dieci anni, ci siamo distaccati da Bologna e abbiamo creato una nostra associazione autonoma. Questo fatto, ci ha portato a fare convenzioni direttamente con l' USL.

Dalla nostra prima sede, nell'85, ci siamo trasferiti nell'ufficio di fianco alle poste, dove adesso c'é il veterinario, e siamo rimasti lì fino al 2001, quando abbiamo inaugurato questo edificio. Abbiamo cominciato a costruirlo nel 2000 e devo dire che è stato un bell'impegno economico. Abbiamo speso, come prima trance, 550.000.000 milioni di lire. In seguito, abbiamo fatto degli ampliamenti, per meglio adeguarlo alla nostra crescita.

Un momento molto importante, per la nostra associazione, è stato quando abbiamo deciso di operare un radicale cambiamento nella nostra organizzazione.

Fino a quel momento, facevamo fatica ad andare avanti, perchè eravamo pochi e non riuscivamo a coprire tutti i turni. Allora, pensammo di trasformare quella che era una associazione di volontariato in un'azienda.

Per fare fronte agli impegni sempre crescenti dovevamo, innanzitutto, assumere del personale. Questo voleva dire potere disporre, tutti i mesi, di entrate certe, per pagarne i costi. Qualcuno era contrario a questa scelta perché sosteneva che, così facendo, si sarebbero perse le connotazioni tipiche delle associazioni di volontariato.

Devo dire che eravamo criticati da molti, anche dalle altre associazioni. Chi ci criticava, sosteneva che l'assunzione di dipendenti avrebbe sminuito il ruolo dei volontari.

Noi, però, sentivamo che la gente di Monterenzio aveva l'esigenza di una nostra maggiore presenza. Quando non c'eravamo ci dicevano: "Ma com'è, ho chiamato e ho dovuto aspettare tanto, sono arrivati da Bologna, non eravate voi"

Quindi, nonostante le critiche, siamo andati avanti e abbiamo operato la trasformazione. L'assunzione di personale ci ha permesso, innanzitutto, di essere presenti ventiquattro ore; noi siamo presenti ventiquattro ore al giorno come 118. Questo risultato, però, è stato possibile solo grazie a quella scelta che ci ha permesso, anche, di incrementare il nostro fatturato e di fare fronte agli impegni di lavoro presi con l'USL. In seguito, la nostra accresciuta operatività, ci ha dato la possibilità di accedere a finanziamenti e di costruire delle cose, anche importanti.

La scelta che facemmo allora si è dimostrata giusta e, visti i risultati che abbiamo ottenuto, adesso, il nostro sistema comincia ad essere copiato anche da tante altre associazioni.