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8) Qual è l'identikit del volontario della Pubblica? Giovane, anziano, impiegato, laureato, operaio, studente, pensionato...

Non esiste un identikit tipico. I nostri volontari, nella vita di tutti i giorni, svolgono i lavori più disparati. Di persone che operano nella sanità ce ne sono pochissime, non riesco a capire il perché, ma è così. Di medici ne abbiamo uno che, fra l'altro, é medico dentista; perciò, la sua professione, non ha proprio niente a che fare con il settore dell'emergenza, in cui operiamo. Anche infermieri... può essere che sia un lavoro talmente stressante che, quando hanno finito il loro lavoro, non ne vogliono più...

Per quanto rigurda l'età, invece, possiamo dire che è varia. In questo momento abbiamo parecchi giovani. Diciamo che l'età media, comunque, è sui quarant'anni.

Abbiamo anche tanti bravi pensionati che svolgono una mole di lavoro enorme. Molti di essi, operano proprio a tempo pieno per la Pubblica, e fanno una marea di ore. Pensi che noi facciamo in un anno, al di fuori dell'emergenza, credo, sui 3500 servizi di trasporto ordinari. Questi servizi sono fatti, quasi tutti, da queste persone che sono sempre qua, sempre disponibili. Partono dalla mattina, alle sei, e vanno avanti fino a sera. Non vogliono fare ambulanza perché, chiaramente, l'ambulanza è una cosa un pochino particolare, pero svolgono, lo stesso, una mole di lavoro incredibile. Ad ogni modo, in Pubblica, tutti possono trovare una propria collocazione.

E' proprio grazie alla disponibilità di queste persone che siamo in grado di rispondere, in poco tempo, ad una chiamata. Può succedere, per esempio, che da Loiano ci telefonino, perché hanno una dimissione da fare, e ci richiedano un equipaggio. Allora noi facciamo una telefonata e tac, in cinque minuti, il servizio è pronto.

Ecco, questo è quello che i nostri volontari fanno e a loro piace fare. Perché, poi, c'è anche questo da dire. Fare il volontario è gratificante e credo che dare una mano a chi ha bisogno e soffre, alla fine, faccia veramente quasi più bene al volontario che offre quest'aiuto che a chi lo riceve.

Capita, anche, che svolgiamo ripetutamente un servizio per la stessa persona. E' il caso, per esempio, di quelle persone che hanno la necessità di recarsi a fare la dialisi. Questa terapia, molto particolare, obbliga, chi ne ha bisogno, a sottoporsi a numerosi disagi. Vedere arrivare sempre lo stesso operatore è tranquillizzante, meno imbarazzante.

A volte succede che alcune persone si affezionano a quel volontario in particolare e si crea un rapporto bellissimo. Questo avviene, soprattutto, con le persone anziane che ci richiedono sempre lo stesso volontario.

Con il tempo si crea un rapporto di famigliarità, molto bello.

9) Quali sono i programmi futuri?

Vorremmo riuscire a mantenere ciò che siamo riusciti a fare fino ad oggi, che non è poco; non è poco perché le difficoltà ci sono.

Adesso, stiamo trattando una nuova convenzione con l'USL, però soldi non ne hanno più neanche loro. Il servizio che facciamo per il 118 è un servizio in rimessa. Tutte le associazioni lo fanno in rimessa. Le USL dovrebbero rimborsarci i costi, ma non arrivano a coprirli interamente. Insomma, sono in difficoltà e vedo che è peggio dell'ultima volta.

Speriamo bene; anche perché, alla fine di tutto, questo è uno dei settori dove il Servizio Sanitario Nazionale riceve le lodi maggiori. Quando si parla del 118, non si può fare altro che parlarne bene e di ciò, il Servizio Sanitario Nazionale, si fa forte. Però, quando si parla del 118, si parla quasi sempre dell'elisoccorso; per l'amor del cielo sono tutte cose buone, ma non si dice mai che l'ottanta per cento del personale che opera nel 118 è personale volontario.

Altre difficoltà derivano dal fatto che stanno venendo avanti delle direttive europee per le quali sembra che, questo servizio che noi facciamo, sia un po' una cosa anomala e che sia presente solo in Italia. Sembra anomalo che un servizio del genere debba essere fatto da volontari.

Comunque, a parte questo, sembra che non si dovrà più arrivare a convenzione ma si dovrà arrivare, per forza, a degli appalti. A questo punto noi saremo tagliati fuori perché, come Onlus, non potremo partecipare a gare d'appalto.

Questo è un problema, per la nostra regione, che non vuole perdere quella grande ricchezza che sono i volontari. Qui, in Emilia Romagna, il volontariato funziona benissimo; in altre zone purtroppo non è così ma, in Emilia Romagna, funziona molto bene.

Vedremo come si risolveranno questi problemi. Se si andrà avanti in questa direzione, noi potremo proseguire nella nostra opera di volontariato ma non potremo più fare emergenza.

10) Nell'ambito della vostra attività, quanti interventi fate all'anno e quanti, di questi, sono in emergenza?

Le emergenze sono circa 900 all'anno e 3500 sono i servizi ordinari. Quasi un quarto dei nostri interventi è in emergenza e, tutto il resto dei servizi, lo facciamo in funzione di essa. Noi siamo nati proprio per fare fronte all'emergenza; poi, abbiamo cominciato a fare tutta un'altra serie di servizi per pagare i costi dell'emergenza. Se venisse a mancare l'emergenza credo che, veramente, verrebbe a mancare lo scopo per cui siamo nati e per cui ci impegnamo tanto.

Certo, andare a prendere una persona a Loiano, per portarla a fare i raggi, o fare un servizio ad un dializzato, che andiamo a prendere a San Lazzaro e poi riportiamo a casa, è una cosa importante. Però a noi interessa, soprattutto, quando un cittadino di Monterenzio chiama un'ambulanza e, questa, in cinque minuti è li.

Comunque, ripeto, è già un po' che si dibatte di questo problema e vedo che tutti quanti cercano di trovare la forma per salvare la situazione.

11) Se potesse esprimere un desiderio, in qualità di presidente e volontario di questa associazione, quale desiderio esprimerebbe?

Di riuscire ad andare avanti così, come stiamo facendo adesso. Sul serio, abbiamo un gruppo che è stupendo; c'è buona armonia, non ci sono mai discussioni, non ci sono mai liti. Qui si lavora, si mangia, ci si diverte, si sta assieme. E' una bella associazione, veramente. Io vedo che le altre non sono così. Sono molto litigiose.

Da noi, invece, c'è questo spirito particolare che, se rimane così, è veramente bello e noto, con piacere, che ciò è apprezzato e condiviso anche dai nuovi entrati. Si adeguano subito allo spirito della nostra associazione, alle sue regole e dimostrano di avere voglia di fare; questo è importantissimo, importantissimo.

12) Quanti presidenti ha avuto questa associazione?

Tre presidenti. ll primo è stato Oriano Leoni, che è rimasto in carica per quattro anni. Il secondo presidente, Anselmo Panzacchi, è restato in carica per tredici anni ed è stato una persona importantissima per la nostra associazione. In questo momento, il presidente in carica sono io, da otto anni.

13) Lei oltre ad essere il presidente di questa associazione è anche un volontario effettivo, vero?

Sì mediamente faccio 3, 4 notti alla settimana di servizio. Alcune notti si dorme altre notti, invece, si esce...

Scritto da Marco Atti Mercoledì 10 Febbraio 2010