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Ninna nanna


Lieve, la tua mano mi sfiora,

mi cattura.

Forte,

la tua presa tradisce l’orgoglio

quasi fosse una conquista

l’avermi rubata in questo istante prezioso

tutta per te.

I tuoi occhi mi ridono addosso

mentre chini la testa

e ti abbandoni sulla mia pelle.

Come un amante delicato

cerchi i miei seni e ci giochi

rammentando un tempo antico

che tanto antico poi non è.

E sento il tuo respiro farsi risacca

ritmando il tuo calore su di me.

Scavi nel mio corpo un nido

e ti ci rannicchi sfinito d’amore.

Delicatamente

allargo le dita tra i tuoi capelli

e ti tengo stretto.

Appagata, ti cullo

accompagnandoti al sonno che ristora.

Magiche sillabe antiche

sono coro nella mia bocca

e ricca di umile tenerezza,

canto:

“Ninna nanna  piccolo mio,

tra le braccia della tua mamma…”



Nereide Lembo


Questo breve scritto fa parte di una produzione che all'autrice piace chiamare “monete”


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