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Eppure s'alza il sole


Tremante solleva la mano

piccola mano sul vetro

vetro che piange

lacrime amare di pioggia

rughe profonde che segnano

che frantumano l'anima.
Lo sguardo smarrito

fisso sui passi

di chi s'allontana crudele.

Amore che più non resiste

amore che più non respira.

Vorrebbe esser la goccia

che come carezza che indugia

ora bagna l'amore che fugge.

Vorrebbe essere il vento

che il suo amore spettina e abbraccia.

Amore che volge le spalle

amore che non vuol capire.

Vorrebbe esser la strada

che accoglie quel passo vivace

ed esser un viaggio infinito

ed essere ancora il suo amore.
Amore che ora rinuncia.

Amore che adesso si arrende.

La piccola mano indugia sul vetro.

Lo sguardo non guarda

è fisso nel vuoto

prigioniero

dei lamenti dell'anima.

E' pioggia anche lì.

Freddo e irriverente scrosciare

gonfio di gocce pesanti e grigie

che erodono le speranze

che sgretolano le certezze.

Amore perduto e mai compreso.

Amore che forse non c'è mai stato.

Se ne è andato via con la pioggia...

Eppure,... s'alza il sole



Nereide Lembo


Questo breve scritto fa parte di una produzione che all'autrice piace chiamare “monete”


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